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Dott.Paolo Manganelli II Divisione Medica e Reumatologia Ospedali di Parma 1) Generalità Larterite temporale (AT) è una vasculite a carattere granulomatoso che colpisce elettivamente laorta e i suoi rami principali con una predilizione per le branche extracraniche della carotide (1). LAT colpisce generalmente pazienti di età superiore ai 50 anni, la sua incidenza varia da 6,9 a 28,6/100.000 persone/anno ed aumenta con letà. LAT prevale nel sesso femminile, colpisce pressochè esclusivamente la razza bianca ed è più frequente nelle popolazioni del Nord che in quelle del Sud dellEuropa e dellAmerica. Lassociazione con laplotipo HLA-DR4 e gli alleli del locus HLA-DRB1 e la segnalazione della AT in più membri della stessa famiglia indicano che fattori genetici possono svolgere un ruolo importante nella insorgenza della AT. Landamento periodico di incidenza della AT con picchi ogni 5 anni osservato nella Contea di Olmsted, Minnesota (Nord America), supporta lipotesi di una causa infettiva della malattia (2). La patogenesi dellAT è verosimilmente immune rappresentando l AT una risposta cellulo-mediata ad un antigene autologo nella sede della lesione arteritica (malattia "antigen-driven") (3). 2) Quadro clinico Il quadro clinico dellAT è caratterizzato da sintomi:
Poiché lAT può colpire molti distretti arteriosi, ne deriva una varietà di manifestazioni cliniche dipendenti dalle complicanze ischemiche nei tessuti od organi irrorati dalle arterie interessate dalla vasculite. LAT può, infatti, causare complicanze ischemiche a carico del sistema nervoso centrale (attacchi ischemici transitori, ictus, vertigini, sordità neurosensoriale, paralisi di un nervo cranico), del miocardio (angina, infarto) e degli arti superiori ed inferiori (claudicatio intermittens). LAT può inoltre colpire lapparato genitale femminile (masse pelviche), la mammella (noduli che simulano il carcinoma mammario), lapparato respiratorio (tosse secca, raucedine, faringodinia, dolore toracico, infiltrati interstiziali, noduli multipli, versamento pleurico), il pericardio (pericardite essudativa), il rene (microematuria) e il sistema nervoso periferico (mononeurite multipla). In alcuni pazienti il quadro clinico è dominato dai sintomi sistemici (AT "occulta") (4). Nel 30-50% dei pazienti lAT è associata con la Polimialgia Reumatica (vedi Polimialgia Reumatica). Allesame obiettivo larteria temporale si può palpare come un cordone rossastro, duro, tortuoso e dolente con riduzione o scomparsa della pulsatilità (Fig. 1 ). Si possono rilevare inoltre edema del volto o del collo, necrosi del cuoio capelluto o della lingua, ptosi palpebrale, miosi, ipo-asfigmia dei polsi arteriosi periferici, soffi sulle arterie, deficit neurologici per complicanze ischemiche nel territorio carotideo o vertebro-basilare, insufficienza valvolare aortica per dilatazione aneurismatica dellaorta toracica od abnorme pulsatilità dellaorta addominale per aneurisma (laneurisma aortico è in genere una complicanza tardiva dellAT anche se talvolta può precedere od essere rilevato contemporaneamente alla insorgenza dei sintomi della AT) (5). La sopravvivenza a lungo termine dei pazienti con AT non è diversa da quella della popolazione generale (6). 3) Esami di laboratorio Le indagini di laboratorio dimostrano elevati indici aspecifici di flogosi (VES, PCR, a -1 e a -2-globuline, fibrinogeno), anemia ipocromica normocitica con iposideremia e normalità od aumento della ferritina, ipoalbuminemia e, talora, leucocitosi, piastrinosi ed aumento degli enzimi epatici. In alcuni pazienti la VES può essere inferiore a 40 mm/1h. Secondo recenti osservazioni, le complicanze ischemiche craniali irreversibili sono più frequenti nei pazienti con risposta infiammatoria meno marcata mentre, viceversa, i pazienti con risposta infiammatoria più intensa hanno un minor rischio di sviluppare tali complicanze (7). La frequenza degli autoanticorpi (fattore reumatoide, antinucleo) non è diversa da quella dei soggetti sani di pari età. Non sono di impiego routinario la determinazione della viscosità plasmatica, il dosaggio del fattore VIII von Willebrand (il cui aumento è espressione di danno endoteliale) e delle citochine proinfiammatorie (IL-6, LIF) e la caratterizzazione delle sottopopolazioni T-linfocitarie (riduzione dei linfociti T CD8+ del sangue periferico nella fase di attività dellAT). 4) Diagnosi Il sospetto diagnostico di AT deve essere confermato dalla biopsia dellarteria temporale (Fig.2). (Fig2A). Data la distribuzione focale delle lesioni granulomatose ("skip lesions") deve essere prelevato un segmento di alcuni centimetri di unarteria temporale e, se lesame istologico è negativo, anche della controlaterale; inoltre è necessario lesame seriato di molte sezioni istologiche. Lesame istologico dimostra la presenza di un infiltrato infiammatorio situato a livello della giunzione intima-media, costituito da linfociti (pressochè esclusivamente linfociti T con predominanza dei linfociti T CD4+ "attivati", HLA-DR+, IL-2R+, VLA-1+) e da macrofagi e frammentazione della lamina elastica interna; si possono inoltre rilevare iperplasia dellintima con riduzione sino alla occlusione del lume vasale, infiltrati linfocitari nellavventizia e trombosi endoluminale. Caratteristica dellAT è la presenza di cellule giganti multinucleate che peraltro non sempre sono presenti (AT "atipica"). LEcografia Color-Doppler delle arterie temporali dimostra la presenza di un alone ipoecogeno attorno al lume, probabilmente dovuto alledema parietale e che regredisce con la corticoterapia, stenosi od occlusioni (8). Lesame del fundus oculi dimostra, in caso di neuropatia ottica ischemica anteriore (la più frequente complicanza oculare dellAT dovuta allischemia della testa del nervo ottico per vasculite delle arterie ciliari posteriori), edema del disco ottico e frequenti emorragie retiniche "a fiamma" alla periferia nella fase acuta e atrofia ottica dopo alcuni mesi. LEcografia Color-Doppler delle arterie centrale della retina, oftalmica e ciliari posteriori dimostra riduzione del flusso arterioso, aumento delle resistenze vascolari ed alterazioni morfologiche dellonda tempo-velocità non rilevabili nella neuropatia ottica non-ischemica (9). 5) Terapia Si basa sullimpiego di corticosteroidi a dosi medio-elevate (Prednisone 40-60 mg/die) con progressiva riduzione fino a dosi relativamente basse (es 5-10 mg/die) da proseguire per 1-2 anni, monitorando gli indici aspecifici di flogosi. La sospensione troppo rapida dei corticosteroidi può causare recidiva dellAT e aumenta il rischio di complicanze oculari. La somministrazione dei corticosteroidi a giorni alterni non è efficace. Discusso è il ruolo "steroide-risparmiatore" del Methotrexate alla dose settimanale di 7,5-10 mg (10,11). Bibliografia
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