Dott.Paolo
Manganelli II Divisione Medica e Reumatologia Ospedali di Parma
- Generalità
L’arterite di
Takayasu (AT) è una vasculite a carattere granulomatoso dell’aorta e dei suoi
rami principali che colpisce pazienti di età inferiore ai 40 anni (1). L’AT
predilige il sesso femminile, la razza orientale e la fascia d’età compresa
fra i 20 e i 30 anni. E’ molto più rara dell’Arterite Temporale (vedi
Arterite Temporale) con una incidenza, valutata nella Contea di Olmsted,
Minnesota (Nord America) pari a 2,6 pazienti per milione di persone/anno (2).
L’eziologia dell’AT è sconosciuta e la sua patogenesi è probabilmente
immune, cellulo-mediata. Gli aspetti istopatologici dell’AT variano a seconda
della fase della malattia (3). Nella fase di attività la lesione vascolare è
caratterizzata da un’arterite granulomatosa (l’infiltrato infiammatorio è
costituito da linfociti e plasmacellule con un numero variabile di eosinofili e
istiociti) a cellule giganti (tipo Langhans e da corpo estraneo) predominante
nella tonaca media e da distruzione focale del tessuto muscolo-elastico. Nella
fase tardiva l’infiltrato infiammatorio è scarso od assente e predominano la
proliferazione intimale a carattere occlusivo e la fibrosi avventiziale,
proporzionali alla durata ed alla severità dell’arterite. Non infrequente è
la trombosi secondaria.
2) Quadro
clinico
Il
quadro clinico è caratterizzato da sintomi:
- sistemici: febbre, astenia,
malessere generale, calo ponderale, artralgie, mialgie, poliartrite
simmetrica; prevalgono nella fase iniziale ("pre-senza polso")
dell’AT e possono precedere di mesi o anche anni la diagnosi di AT;
- vascolari: dominano la fase
tardiva od occlusiva ("senza polso") e variano a seconda dei
distretti arteriosi colpiti dall’AT (arco aortico e suoi rami principali,
aorta toracica e/o addominale, arterie polmonari): claudicatio intermittens
degli arti superiori od inferiori, claudicatio masticatoria, fenomeno di
Raynaud, disturbi visivi (diplopia, amaurosi), sincopi, lesioni cerebrali di
tipo ischemico, ipertensione arteriosa (reno-vascolare), ipertensione
arteriosa polmonare, insufficienza aortica, angina pectoris, infarto del
miocardio, dolori addominali; frequenti sono inoltre la cefalea e le
vertigini posturali (dovute a severa malattia occlusiva delle carotidi e/o
del circolo vertebro-basilare).
Il reperto
obiettivo più caratteristico è rappresentato dalla riduzione o dall’assenza
dei polsi arteriosi periferici. Si possono rilevano inoltre soffi a livello di
una o di entrambe le arterie carotidi o succlavie o dell’aorta addominale e
differenza della pressione arteriosa sistolica fra le due braccia > 10 mmHg.
3) Esami di
laboratorio
Le
indagini di laboratorio dimostrano elevati indici aspecifici di flogosi (VES,
PCR, a -1 e a -2-globuline, fibrinogeno), anemia ipocromica normocitica con
iposideremia e normalità od aumento della ferritina, ipoalbuminemia e, talora,
leucocitosi, piastrinosi, iper-g -globulinemia policlonale.
4) Diagnosi
Per la diagnosi di
AT le indagini strumentali hanno un ruolo importante (l’esame istologico della
parete vasale ha un ruolo limitato poiché il materiale bioptico è disponibile
solo in occasione dell’intervento di rivascolarizzazione, in genere eseguito
nelle fasi avanzate di malattia). L’angiografia evidenzia stenosi od
occlusione del lume vasale e, meno frequentemente, aneurismi, fusiformi o
sacculari, a carico dei distretti arteriosi interessati dall’AT. L’angio-TC
(4) e la RMN (5) consentono di ottenere, oltre ai reperti dell’angiografia
tradizionale, informazioni riguardo lo spessore e le alterazioni della parete
arteriosa e di evidenziare la presenza di trombi endoluminali; analoghe
informazioni sono fornite dall’ecografia (6,7).
5) Terapia
Si
basa sull’impiego dei corticosteroidi a dosi elevate (Prednisone 1 mg/Kg/die
per 1-3 mesi a scalare) cui può essere aggiunto un immunosoppressore (Ciclofosfamide
o Methotrexate) in caso di mancata risposta (8). In alcuni pazienti si rendono
necessari interventi chirurgici di rivascolarizzazione (da eseguire
preferibilmente durante la fase di inattività, clinica e sierologica,
dell’AT) e l’angioplsatica percutanea transluminale (8).
Bibliografia
- Arend et al, Arthritis Rheum
1990; 33: 1129-34.
- Hall et al, Medicine 1985; 64:
89-99.
- Lie, in "The Vasculitides.
Science and practice", Ansell, Bacon, Lie and Yazici Eds, Chapman and
Hall, 1996; Capitolo 13, pagg. 181-98.
- Park et al, Radiology 1995 196:
89-93.
- Tanigawa et al, Arthritis Rheum
1992; 35: 476-80.
- Buckley et al, J Rheumatol 1991;
18: 1073-80.
- Raninen et al, Ann Rheum Dis
1996; 55: 461-5.
- Kerr et al, Ann Intern Med 1994;
120: 919-29.
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