A cura della Dott.ssa Laura Pavone e Prof.
Carlo Buzio
Clinica
Medica e Nefrologia Università di Parma
1) Generalità
La sindrome di Churg-Strauss (CSS) viene definita come una vasculite
necrotizzante dei piccoli e medi vasi, associata ad infiltrati tissutali
extravascolari, granulomatosi ed eosinofili, coinvolgenti le vie aeree e
caratterizzata da asma ed eosinofilia (> 10%). (1).
Quattro o più dei seguenti criteri classificativi, scelti
dall’American College of Rheumatology nel 1990, permettono di
distinguere la CSS dalle altre forme di vasculite con una sensibilità
dell’85% ed una specificità del 99.7% (2):
- asma
- eosinofilia
- anamnesi positiva per allergie eccetto che per le forme
connesse ai farmaci
- mononeuropatie, mononeuriti multiple o polineuriti
- infiltrati polmonari migranti
- coinvolgimento dei seni paranasali
- infiltrati eosinofili extravascolari alla biopsia (questo
quadro non è discriminante rispetto alle altre vasculiti)
I rash cutanei ed il coinvolgimento cardiaco non sono compresi in
quanto hanno scarso valore discriminante.
Secondo i dati diffusi dalla Norwich Health Autority e raccolti tra il
1988-1995, seguendo i criteri classificativi di Lanham (3), asma,
eosinofilia e coinvolgimento di due o più organi extrapolmonari,
l’incidenza annua è di 3,3/milione (4,3/milione/anno per i maschi e
2,3/milione/anno per le femmine) (4): pari a quella della
Poliangioite microscopica ma inferiore a quella della Granulomatosi di
Wegener. L’età media di diagnosi di CSS è di 48
anni (+/- 14.6) (5), anche se la malattia in realtà comincia molti
anni prima.
2) Eziologia e patogenesi
L’evento iniziale nella patogenesi della malattia sembra essere
l’attivazione di linfociti Th2 specifici per un allergene che entrato
attraverso la superficie mucosa, viene loro presentato in forma
processata. I Th2 liberando IL4 favoriscono la produzione di IgE
specifiche in grado a loro volta di attivare eosinofili e mastociti. Ad
ogni modo, è ancora da accertare il rapporto fra reazione di
ipersensibilità immediata di tipo I e la formazione dei granulomi
extravascolari e delle lesioni vasculitiche (6).
Altri meccanismi chiamati in causa possono essere:
- la deposizione di immunocomplessi circolanti contenenti IgE (7)
- processi immunitari mediati dagli ANCA e dagli AECA (8)
Nel caso particolare del danno neurologico, è stato visto che alcuni
dei prodotti di degranulazione degli eosinofili ( proteina cationica
eosinofila, neurotossina eosinofila) sono dotati di neurotossicità
diretta (6).
3) Quadro clinico
La malattia può manifestarsi in modo graduale nel corso di molti anni,
passando attraverso tre fasi, anche se l’evoluzione dall’una
all’altra non sembra avvenire sempre in modo costante e secondo
l’ordine classico qui riportato
a) Fase prodromica:
malattia allergica
(rinite
allergica, poliposi nasale, asma)
insorta in soggetti adulti senza anamnesi personale o familiare
positiva per atopia e che può persistere per una media di 3 anni (ma
anche per più di 30 anni) prima del manifestarsi del quadro clinico
completo; la severità dell’asma di solito è tale da richiedere
l’utilizzo di steroidi è questo può ritardare il manifestarsi della
fase vasculitica.
b) Fase eosinofila:
quadro simile alla Sindrome di Loffler che
decorre con andamento intermittente per alcuni anni: eosinofilia,
infiltrati tissutali eosinofili (polmonite eosinofila cronica,
gastroenterite eosinofila); gli infiltrati polmonari, ad aspetto
radiografico transitorio e migrante, insieme all’asma e all’eosinofilia
possono precedere la vasculite sistemica in più del 50% dei casi
c) Fase vasculitica:
la maggiore rapidità dello sviluppo di
questa fase è associata ad una prognosi peggiore; la frequenza e la
gravità degli attacchi asmatici in questa fase si attenuano
notevolmente; le manifestazioni principali sono (9):
- sistemiche
: febbre, calo ponderale, astenia (70-100%)
- respiratorie
: infiltrati polmonari transitori e a chiazze
(38-77%); versamento pleurico (25-50%)
- cutanee:
porpora palpabile, rash maculo-papulare, lesioni
emorragiche, noduli cutanei e sottocutanei sulle braccia e
cuoio capelluto (2-20 mm di diametro) (51-70%)
- neurologiche
(62%): mononeuriti multiple e polineuropatie
inabilitanti, di
lunga durata e spesso con remissione incompleta (53-75%); infrequente
coinvolgimento dei nervi cranici (soprattutto neurite ottica ischemica);
infarti ed emorragie cerebrali
- cardiache (15-85%): pericardite, cardiomiopatie, infarto
del miocardio, fino a insufficienza cardiaca da miocardite
eosinofila granulomatosa fulminante:
rappresentano la prima causa di morte nei pazienti con CSS
-
muscolo-articolari
(50%): mialgie; artralgie
migranti, artriti (28-51%)
- renali (16-49%): glomerulonefrite focale segmentale con
aspetto necrotizzante e semilune, nefriti interstiziali
PROGNOSI: prima della terapia steroidea, la percentuale
di viventi a tre mesi dall’inizio della fase vasculitica era del 50%;
attualmente la sopravvivenza è maggiore del 60% a 5 anni dalla diagnosi;
fattori prognostici negativi sono: insufficienza renale, proteinuria >
1 g/24h, cardiomiopatia, affezioni gastrointestinali, coinvolgimento del
sistema nervoso centrale (10).
Tra le vasculiti necrotizzanti la CSS ha migliore prognosi e maggiore
sensibilità alla terapia steroidea.
4) Diagnostica
Clinica: differenziare la CSS dalla Granulomatosi di Wegener e
dalla Poliangioite microscopica può non essere difficile se i quadri
clinici si manifestano in modo classico e completo; i pazienti con CSS
hanno una maggiore frequenza di manifestazioni cardiache e cutanee, mentre
una più bassa frequenza di sintomi reumatici, oculari e renali
Laboratoristica:
L’eosinofilia che è possibile riscontrare a
livello del circolo periferico e del lavaggio bronco-alveolare è il
riscontro più caratteristico.
Per il resto i dati di laboratorio hanno importanza soprattutto nella
valutazione del grado di attività della malattia e della probabilità di
recidiva; la trombomodulina solubile (marker di danno endoteliale)
ed il recettore solubile per l’IL2, per quanto non siano di uso
routinario in clinica, hanno mostrato una notevole correlazione con la
probabilità di recidiva. Gli indici, invece, più comunemente utilizzati,
insieme agli eosinofili, sono la PCR e gli ANCA, positivi complessivamente
in circa il 59% dei casi (6,11,12) : in particolare in altre
casistiche i c-ANCA sono stati trovati positivi nel 10-33% dei casi ed i
p-ANCA (anti-MPO) nel 50-60% dei casi (12,13).
Il valore degli ANCA come markers di attività di malattia è tuttora
discusso, per cui un loro titolo persistentemente elevato, da solo, non
dovrebbe giustificare dei cambiamenti terapeutici.
La positività degli anticorpi anti-endotelio, trovata nel 70% dei casi
invece non sembra correlarsi con l’attività clinica (8)
E’ possibile riscontrare le alterazioni comuni a tutte le situazioni
in cui si ha attivazione del sistema immunitario o dei meccanismi di
flogosi: leucocitosi, anemia normocromica, normocitica, ipergglobulinemia
con caratteristico aumento delle IgE (75%), VES elevata, immunocomplessi
circolanti, lieve positività per il fattore reumatoide.
Strumentale:
l’ Rx del torace può mostrare opacità
nodulari transitorie, migranti a distribuzione lobare, segmentale o
miliare, in sede ilare o periferica, e più o meno associate ad adenopatie
ilari o versamento pleurico essudativo ed eosinofilo.
Istologica: i due elementi diagnostici caratteristici sono:
- la vasculite che può essere granulomatosa e non granulomatosa e
coinvolge in modo caratteristico sia le arterie che le vene, sia
polmonari che sistemiche; i granulomi hanno un diametro maggiore o
uguale ad 1 mm e sono caratterizzati da istiociti epiteliodi disposti
a palizzata intorno ad un’area necrotica centrale nella quale
predominano gli eosinofili (9).
- I granulomi extravascolari necrotizzanti di solito con infiltrati
eosinofili
La vasculite necrotizzante, gli infiltrati tissutali eosinofili ed i
granulomi extravascolari nella maggior parte dei casi non coesistono né
dal punto di vista spaziale né dal punto di vista temporale.
- biopsia polmonare chirurgica:
sarebbe il gold standard per
la diagnosi di CSS e dimostra infiltrati eosinofili, aree di necrosi,
vasculite a cellule giganti eosinofila soprattutto dei piccoli vasi;
granuloma necrotizzante interstiziale e perivascolare; linfoadenopatia
eosinofila; la biopsia transbronchiale non è di aiuto
- biopsia dei noduli cutanei:
granuloma necrotizzante
extra-vascolare; all’immunofluorescenza deposizione di complemento e
fibrina nei vasi superficiali, con o senza IgM (tali lesioni mancano di
specificità diagnostica)
- biopsia del nervo:
vasculite dei vasa nervorum che può
essere associata a infiltrati eosinofili perineurali
5) Terapia
- prednisone 0.5 – 1.5 mg/Kg/die per os
( al
miglioramento delle condizioni del paziente ed alla
normalizzazione della VES, che di solito si ottengono nel giro di
un mese, si può cominciare ad abbassare in modo progressivo il
dosaggio fino ad interrompere la terapia dopo 9-12 mesi, in
assenza di recidive)
- per i casi con coinvolgimento cardiaco, renale e nervoso è
opportuno far precedere tale schema da boli e.v. di
metilprednisolone (15 mg/Kg in 60 min ripetuti per
tre giorni)
La risposta agli steroidi è di solito drammatica e la remissione si
ottiene nella maggior parte dei casi (89%). Spesso l’asma rende
impossibile la sospensione completa degli steroidi e richiede basse dosi
per os (10-15 mg/die). La recidiva si ottiene in un alto numero di
pazienti (25%) ed è spesso preceduta da un nuovo aumento degli eosinofili.
(5)
Ciclofosfamide (1.5-2 mg/kg/die per 1 anno), azatioprina, metotrexate,
plasma exchange, immunoglobuline per via endovenosa sono
usate nelle forme più gravi e resistenti al prednisone
IFNa
ad
alte dosi: il razionale del suo utilizzo è
legato alla sua capacità di inibire la proliferazione della serie
eosinofila nel midollo osseo ed il rilascio dei granuli da parte degli
eosinofili maturi; è stato identificato un recettore per l’IFNa
sugli eosinofili.
L’IFNa è
stato provato con risultati interessanti nei pazienti che hanno una
risposta incompleta o complicanze infettive in corso di trattamento con
ciclofosfamide (13).
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